You know you’re going to Paris, what you do not know is when!

We arrived in Paris by train from Milan. The journey was pleasant, the landscapes were always different, accompanied us the sun and the happiness of having exactly that goal to expect.

We had two full and one half days available. Usually returning from a trip we promise that the next will be ore relaxing and less tiring, but at the beginning of each new adventure this thought fades to make way for the desire for discovery.

Fortunately, the hotel was in a central area, near the metro. That Friday was Monet’s friday.

Sai che andrai a Parigi, quello che non sai è quando!

Siamo arrivati a Parigi in treno da Milano. Il viaggio è stato piacevole, i paesaggi si susseguivano sempre diversi, ci ha accompagnati il sole e la felicità di avere proprio quella meta ad attenderci.

Avevamo a disposizione due giornate piene ed una a metà. Solitamente di ritorno da un viaggio ci ripromettiamo che il prossimo sarà più rilassante e meno stancante, ma all’inizio di ogni nuova avventura questo pensiero svanisce per far posto al desiderio di scoperta. Fortunatamente l’albergo era in una zona centrale, vicino alla metro, quel venerdì è stato il venerdì di Monet.

Buvons, cher amis, buvons: le temps qui fuit nous y convie; Profitons de la vie autant que nous pouvons

(Molière)

The “Musée de l’Orangerie”is small, the rooms are oval and the canvases follow the line of the walls. The dim lights do not do justice to Monet’s works but they probably have an iportant function that i do not know. While we were taking a walk along the Champs Elysées and in the gardens at the foot of the Tour Eiffel, I thought taht the best time to visit Paris will surely be spring.

Il “Musée de l’Orangerie”  è un museo piccolo, le tele che raffigurano le famose Ninfee sono enormi, le stanze hanno forma ovale e quindi le opere sono disposte seguendo quella linea curva. Le luci soffuse non illuminano bene le sale, non rendono giustizia a quello che abbiamo visto, ma forse è solo l’opinione di una che non ne capisce abbastanza e probabilmente invece hanno un’importante funzione. Tra una passeggiata lungo Avenue des Champs Elysées e una nei giardini ai piedi della Tour Eiffel ho pensato che Parigi sarà indubbiamente più bella in primavera, ma poteva andarci bene anche senza il vestito fatto di fiori che le avevo messo con la fantasia, con i rami secchi di un gelido autunno.

The following morning we stayed at the “Musée du Louvre”, the biggest museum i’ve ever seen. We did not have time to look at everything, but the thing that struck me most was th work of Atnonio Canova – Amore e Psiche.

La mattina seguente si faceva giorno come fosse il 25 Dicembre, quando devi svegliarti e scartare i regali di Natale, avevamo tra le mani i  biglietti per il gigantesco Musee du Louvre. Che dire, eravamo tra i primi in fila, una levataccia per cercare di non passare tutto il giorno in quelle  interminabili code. Che mi sai dire di Parigi? Che farai file, file ovunque se non ti organizzi ben bene. Il Louvre è veramente il museo più grande che abbia mai visto. Ci camminavamo da soli alle nove del mattino, i nostri passi riecheggiavano e tra me e me pensavo -tra qualche minuto qui si sentirà il vociare di migliaia di turisti, ma questo momento è solo per noi- e così è stato. C’è chi sa capire ed apprezzare più di me quello che ho visto, ciò non toglie che avevo il desiderio di non perdermi nulla, per farlo avremmo dovuto metterci di corsa, sei ore non sono bastate. Amore e Psiche la mia opera preferita. Bellissima. E dire che non era circondata da persone come tutte le altre.

 

Walk along the Seine up to Île de la Cité, towords Notre Dame. Then walking in the heart of Paris to enjoy the spectacle of its atmosphere, drink a hot tea and look for a boulangerie and taste the famous Pains au Fromage. Arrived at the Galerie Lafayette Haussmann, from its terraces we looked at the city in the darkness of a wonderful evening.

A piedi lungo la Senna fino all’ Île de la Cité, verso Notre Dame. Poi a passeggio nel cuore di Parigi,  per goderci lo spettacolo della sua atmosfera, bere un tè caldo, per cercare un’ invitante boulangerie in cui assaggiare quel Pains au  Fromage tanto decantato, fino ad arrivare alla Galerie Lafayette Haussmann e salire sulle sue terrazze per guardare nel buio la città dall’alto.

It is morning, the morning of the last day of our journey. We were at the Musée d’Orsay  and there we saw so beautiful things to take your breath away. Renoir and Van Gogh only seen on the books, there they took life and transmitted unique sensation to the world. We spent the rest of the time in Montmartre called “La terre libre des artistes”. Now i stop writing and i talk about these photos, but i leave a last comment: ok le escargot, but i ate better! 😀

E’ mattina, quella mattina un pò malinconica dell’ultimo giorno prima del ritorno a casa, siamo al musee d’Orsay e Van Gogh  ti toglie dalla mente tutti i pensieri, senti di essere in un posto unico al mondo, diventi cosciente del fatto che Parigi ha un tesoro sparso in tutti quei musei  e che due giorni prima non ne sapevi niente e che chi non ci è stato non ne sa niente e che…andateci forza..che aspettate? Come sempre, quando vedo cose che mi lasciano senza fiato, vorrei che la mia famiglia, tutti i miei amici, potessero essere con me …inviare delle foto non equivale a fargli avere la mia stessa straordinaria sensazione.

Poi Montmartre, anche detta”La terre libre des artistes”, in un soleggiato pomeriggio. Smetto di scrivere e faccio parlare queste foto lasciando un ultimo commento. Ok le Escargot, ma ho mangiato di meglio! 😀

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