Per il viaggiatore che vi giunge dal mare, Lisbona sorge come una bella visione da sogno, stagliata contro un cielo azzurro splendente che il sole allieta con il suo oro. E le cupole, i monumenti, i vecchi castelli si stagliano sopra il turbinio di case, come araldi lontani di questo luogo delizioso, di questa regione fortunata.

Fernando Pessoa

Seduto alla sua caffetteria preferita, Fernando Pessoa, si dice passasse la maggior parte del tempo qui. Caffetteria A Brasileira.

Noi ci siamo fermati a bere caffè con lui e a fare il punto della situazione: soli 2 giorni,7 colli, 4 gambe. mmmm..ci proviamo.  Prendiamo il tram 28..sei a Lisbona e non ci sali?  questo è un mezzo di trasporto pubblico come tanti, ma più antico e con un percorso particolare, attraversa i principali quartieri della città su e giù in corsa lungo stradine, a volte, veramente strettissime. Non è l’unico protagonista, in città infatti troviamo anche gli Elevadores che sono storici ascensori/funicolari urbane che danno una mano ai lisboeti e a tutti i turisti che,altrimenti, non avrebbero vita facile. Sono il simbolo di questa capitale, coloratissimi, scenografici, non molto comodi perchè sempre pieni, però è strano starci dentro, come tornare indietro nel tempo.

Gli Azulejos. Se avessimo avuto più tempo, saremmo andati alla ricerca di queste piccole opere d’arte disseminate qui e là invece di scovarli di sorpresa, al nostro passaggio, negli spostamenti fra un quartiere e  l’altro. Certe giornate dovrebbero essere fatte di 48 ore!

A parte la nota dolente dell’orologio che corre, anche qui ci siamo rifatti gli occhi e abbiamo avuto la nostra buona dose di panorami mozzafiato e momenti indimenticabili ..soprattutto attraversando tutti i mondi diversi in cui Lisbona si divide. 🙂

Il viaggiatore procede per i vicoli tortuosi, dove le case da un lato e dall’altro quasi si toccano, e lassù dove il cielo è una fessura tra le gronde separate a stento da un palmo o per queste piazzette inclinate dove due o tre scalini aiutano a vincere il dislivello, e vede che alle finestre non mancano i fiori, né le le gabbie con i canarini.

José Saramago

 

La Torre di Belém, vista da fuori, è un magnifico gioiello di pietra ed è con stupore e crescente soddisfazione che lo straniero ammira la sua bellezza particolare. È come un merletto, e dei più belli, nel suo delicato intarsio che, bianco, balugina da lontano, catturando immediatamente lo sguardo dei naviganti che entrano nel fiume.

Fernando Pessoa

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