“ragazzi conoscete Firenze?..ora vi fò vedere io un pò di hose!”…e giunti in camera avevamo una cartina scarabocchiata e troppa città ad aspettarci.

Dalla nostra finestra i tetti rossi alla conquista degli sguardi, in un mosaico perfetto a far pensare che le opere d’arte qui non cominciano e non finiscono, ci siamo dentro!

Davanti a noi le finestrelle con le imposte verdi ed i lampioni con il giglio in dettaglio, il groviglio di stradine e gli stili tutti diversi delle costruzioni.

Una fotografia, per quanto bella, non può spiegare certa grandezza e quindi dei musei mi permetto di mostrare ben poco…però a parole posso dire che consiglio a tutti di entrare in quelle grandi sale in cui i delicati giochi di luce, ti accompagnano verso quel quadro, verso quella scultura, famose e meravigliose testimonianze del nostro passato.

Vorrei riuscire a perdermi, ancora e ancora: in un amore, in un libro, in un viaggio o davanti a un quadro. Perché è solo quando ti perdi davvero, che la vita ti riconduce a te stesso.

(Olivia Gobetti)

Firenze l’è piccina..

e vista da i piazzale,

la pare una bambina,

vestita a carnevale.

(Leonardo Pieraccioni)

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